Un pregiudicato di Agnosine è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale dopo aver tentato di fuggire alla pattuglia che gli aveva intimato l'alt. Tutto perché senza patente, mai conseguita e sostituita da un documento falso che mostrava alla compagna per "rassicurarla". Il fatto è accaduto ieri, in pieno giorno, tra Preseglie e Agnosine.
Gli agenti della polizia locale valsabbina lo avevano già sorpreso più volte e immaginavano che avesse continuato a circolare indisturbato, senza essersi ancora messo in regola. Ecco perché, vedendolo alla guida, hanno deciso di fermarlo e approfondire: era il sesto controllo in cinque anni e l'esito non prometteva bene già a priori. Dopo l'alt, però, l'uomo invece di fermarsi ha premuto l'acceleratore e dato vita a una fuga a folle velocità (ha raggiunto i 120 km/h in pieno centro) da Preseglie in direzione di Agnosine, passando sia attraverso le zone industriali che i centri abitati, con rischi altissimi per i passanti che se lo sono visto sfrecciare accanto.
Erano le 17 di ieri pomeriggio quando l'uomo ha provato a fuggire per oltre tre chilometri e mezzo, ma non è riuscito a far perdere le proprie tracce anche per merito delle potenti motociclette in dotazione alla polizia locale, che hanno permesso agli agenti di non perderlo di vista e tallonarlo anche quando affrontava in modo sconsiderato le strade strette dei centri abitati. A un certo punto, come prevedibile, l'uomo perde il controllo dell'autovettura nell'affrontare una curva ed esce di strada finendo la sua corsa in un fosso. Non rassegnato, cerca di proseguire a piedi, ma a quel punto viene bloccato e arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.
Le sorprese però non sono ancora finite: gli agenti nell'automobile trovano una roncola, un machete, due cacciaviti e una catena in metallo, il che porta a una seconda denuncia, questa volta per detenzione di oggetti atti a offendere. L'uomo è accompagnato presso la propria abitazione, dove deve restare fino a stamattina, quando gli agenti lo raggiungono e lo portano in tribunale, al processo per direttissima. Qui il giudice convalida l'arresto e lo sottopone all'obbligo di firma settimanale presso il comando della polizia locale valsabbina, in attesa di ulteriori decisioni dell'autorità giudiziaria.
L'ultima sorpresa, la più amara, è quella riservata alla sua compagna, tra l'altro proprietaria dell'automobile, che fino ad ora era ignara di tutto. A lei il giovane aveva fatto credere di essere in possesso di una patente valida e, per essere più convincente, gliela aveva anche mostrata. Peccato si trattasse di un documento scaricato da internet e modificato grazie a un'app che aveva inserito la foto e i dati dell'uomo.
Giovanna Gamba
Fuga rocambolesca ad Agnosine: arrestato
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